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SUMMARY:UN SET ALLA MODA
DESCRIPTION:In ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020\, l’esposizione UN SET ALLA MODA rimarrà temporaneamente chiusa al pubblico fino al 3 dicembre 2020. \nContinuate a seguirci sui social!\nIn attesa di riaprire\, gli inediti tour virtuali di UN SET ALLA MODA TALK. Dialoghi in mostra sui mestieri del cinema vi accompagneranno alla scoperta di curiosità e aneddoti legati alla storia e alle professioni del grande cinema.  \nPAROLA DI STEVE DELLA CASA! \n\nUN SET ALLA MODA\nUn secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi\na cura di Domenico De Gaetano \nIl Filatoio\, Caraglio \n18 luglio – 8 dicembre 2020 \n  \nAl Filatoio di Caraglio apre al pubblico l’esposizione Un set alla moda. Un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi a cura di Domenico De Gaetano. \nLa mostra è concepita per far rivivere ai visitatori l’anima più autentica del cinema italiano\, la sua storia\, i film\, i divi e i protagonisti\, attraverso 17 costumi di scena e 70 suggestive fotografie di set. Questi elementi si intrecciano nel percorso di visita e danno vita a un viaggio a ritroso che parte dal cinema muto di inizio Novecento\, quando Torino era la Hollywood italiana ed erano gli stessi registi a supervisionare i costumi\, per poi approdare al cinema sonoro e all’epoca d’oro di Cinecittà\, delle pellicole d’autore di Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini e della commedia all’italiana\, da Dino Risi a Roberto Benigni. \nLe foto di scena traghettano il visitatore dentro il set\, alla scoperta del lavoro che sta dietro ad un ciak\, agli accessori e ai dettagli che hanno contribuito a creare la fortuna del kolossal Cabiria negli anni dieci del Novecento\, così come in tempi più recenti il fascino di dive come Claudia Cardinale\, Sophia Loren e Silvana Mangano. Gli abiti in mostra raccontano il cinema italiano\, l’attenzione al dettaglio e la creatività di costumisti ormai entrati nel Pantheon del cinema internazionale: da Pietro Tosi a Marcel Escoffier\, da Danilo Donati a Maurizio Chiari\, da Nicoletta Ercole ad Aldo Buti. Sotto i riflettori anche le due prestigiose sartorie Devalle e Annamode a testimonianza di due luoghi\, ancora una volta tra Torino e Roma\, dove i bozzetti prendevano corpo\, trasformandosi in capi unici e dove – allora come oggi – si imparava e tramandava il mestiere. \nI costumi \nL’allestimento della mostra prevede l’esposizione di 17 costumi e attrezzeria autentici del periodo 1900-1920\, legati all’epopea del cinema muto e provenienti dalla Sartoria Teatrale Devalle di Torino. Per il cinema sonoro\, invece\, ci saranno abiti eleganti e preziosi indossati da grandi dive dell’epoca d’oro del cinema italiana in collaborazione con la Sartoria Annamode di Roma che\, sin dagli anni ‘50\, realizza con passione abiti che hanno reso i costumisti italiani famosi nel mondo. Non poteva mancare nel percorso espositivo un omaggio dedicato alla creatività sartoriale di quegli anni che ha caratterizzato il nostro cinema e che ancora oggi è in grado di creare indubbie fascinazioni visive. I film da cui provengono gli abiti sono: Cabiria (1914)\, Il ponte dei sospiri (1921)\, La congiura di San Marco (1924)\, Le notti bianche (1957)\, La notte brava (1959)\, Adua e le compagne (1960)\, Operazione San Gennaro (1966)\, Le streghe (1967)\, La storia di Piera (1983)\, Il piccolo diavolo (1988) e La seconda moglie (1998). \nLe fotografie \nLa prima parte si compone di una selezione di immagini di grande effetto scenografico: le fotografie di scena di film muti come Gli ultimi giorni di Pompei\, Spartaco\, Salambò e\, naturalmente\, Cabiria\, il celebre kolossal di Giovanni Pastrone girato a Torino. Sono immagini in cui i costumi e le imponenti scenografie restituiscono la dimensione spettacolare e l’impegno produttivo del cinema muto torinese. Il percorso prosegue poi con una scelta di foto di lavorazione che ritraggono alcuni tra i protagonisti dell’epoca d’oro dello straordinario cinema italiano tra gli anni ‘50 e gli anni ‘90. Queste immagini mostrano l’incredibile macchina produttiva del cinema\, la sua evoluzione creativa\, svelando aspetti inediti della vita sul set\, oltre a offrire dettagli curiosi sui film e sui loro protagonisti nei quali tanto pubblico si è riconosciuto per anni. \nL’evento è promosso e organizzato dalla Fondazione Artea e dalla Regione Piemonte\, con il coordinamento scientifico del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Cineteca Nazionale di Roma\, in collaborazione con la Fondazione Filatoio Rosso e il Comune di Caraglio\, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo\, con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione CRC. \nLa mostra è inserita nel programma delle manifestazioni legate a Torino Città del Cinema 2020. \nORARI\nsabato\, dalle 15 alle 19; domenica e i festivi\, dalle 10 alle 19. Chiusura della biglietteria alle ore 18.30. \nAperture straordinarie\n dal 7 al 23 agosto\, dal martedì al sabato dalle 15 alle 19; domenica e sabato di ferragosto dalle 10 alle 19;\n23 e 30 ottobre\, dalle 17.00 alle 20.30;\n17\, 24 e 31 ottobre\, dalle 15.00 alle 20.30;\nChiusura della biglietteria alle ore 20.00. \nBIGLIETTO:\nintero € 7 euro\nridotto € 5 euro\n[7-18 anni; sopra i 65 anni; studenti universitari fino a 25 anni su presentazione del tesserino universitario; insegnanti di ogni ordine e grado su presentazione di apposita dichiarazione rilasciata dalla Segreteria Scolastica; Soci Touring Club Italiano. (valido per socio + accompagnatore); Soci ACLI].\nIngresso gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte; fino a 6 anni inclusi; Torino + Piemonte Card 2015 (solo in orario di apertura); giornalisti su esibizione del tesserino; guide turistiche della provincia di Cuneo su presentazione del patentino; diversamente abili + 1 accompagnatore; residenti in Caraglio (solo domenica mattina). \nINFO: info@fondazioneartea.org \nCOMUNICATO STAMPA\nCARTELLA STAMPA\nCARTOLINA \n \n
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