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SUMMARY:DANTE: la lingua e le arti
DESCRIPTION:Progetto transnazionale per la valorizzazione dell’opera dantesca\, in occasione del settecentenario dalla morte del Sommo Poeta \nLa rassegna DANTE: la lingua e le arti\, ideata e promossa da Fondazione Artea\, Università degli Studi di Torino\, Université Côte d’Azur e Sorbonne Université\, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Nizza\, l’Istituto Italiano di cultura di Parigi e la Città di Cuneo\, si propone di analizzare l’opera e la vita di Dante Alighieri\, universalmente riconosciuto il “padre della lingua italiana”\, attraverso molteplici e differenti linguaggi artistici. \nLetteratura\, cinema\, teatro e musica forniranno occasioni uniche per approfondire temi e argomenti legati alla figura di Dante\, in una due giorni ricca di incontri e spettacoli. \nGli appuntamenti cuneesi del 22 e 23 ottobre si inseriscono nell’ambito del progetto Amor mi mosse. Dante in cammino tra Cuneo e le Alpi in collaborazione con la Fondazione Opere Diocesane Cuneo e La Guida. \nProssimi appuntamenti \n>> Nizza\, 18 – 19 novembre >> PROGRAMMA\n>> Parigi\, 9 – 10 dicembre \nComitato scientifico e organizzativo\nSilvio Alovisio\, Università degli Studi di Torino\nDavide De Luca\, Fondazione Artea\nEmanuele De Luca\, Université Côte d’Azur\nAndrea Fabiano\, Sorbonne Universitè\nDonato Pirovano\, Università degli Studi di Torino \n\nIL PROGRAMMA\n/// incontri ///\nLa forza espressiva della lingua di Dante\, la vividezza e la drammaticità dei suoi personaggi\, hanno affascinato e tuttora affascinano lettori\, attori\, drammaturghi e musicisti. Una serie di incontri\, tenuti da esperti e studiosi degli atenei partner del progetto\, approfondiranno l’opera dantesca e il ruolo che questa ha avuto nell’evoluzione della lingua e delle arti. Un’occasione unica per scoprire la figura del Sommo Poeta attraverso sfumature e punti di vista differenti.  \nTutti gli incontri del 22 e 23 ottobre sono a ingresso libero.\nPrenotazione obbligatoria su ticket.it  \n/// \nVENERDÌ 22 OTTOBRE\nComune di Cuneo – Salone d’onore / via Roma 28 \nore 14.15 – Saluti istituzionali \nCristina Clerico\, Assessore alla Cultura\, Comune di Cuneo\nGiulia Carluccio\, Prorettrice\, Università degli Studi di Torino\nDavide De Luca\, Direttore\, Fondazione Artea \nore 14.30 – DANTE E LA LINGUA Prenota \nLo stile dolce e nuovo della “Vita nuova”\nDonato Pirovano\, Università degli Studi di Torino\n La novità della Vita nuova si riconosce anche nella evidente ricerca di una limpidezza espressiva nell’àmbito di un processo di rinnovamento della poesia in lingua volgare\, che si fa strada a Firenze negli ultimi anni del ’200 e di cui Dante è indiscusso protagonista accanto a Guido Cavalcanti. Nella Vita nuova si realizza\, infatti\, la piena manifestazione del Dolce stil novo secondo la prospettiva dantesca\, in cui l’ideale di dolcezza designa una specifica qualità linguistico-stilistica e una specifica tonalità connessa alla materia. \nUso e ri-uso della lingua d’oc nell’opera di Dante\nGiuseppe Noto\, Università degli Studi di Torino\nDopo aver tratteggiato per sommi capi le modalità attraverso le quali Dante poté entrare in contatto (diretto e indiretto) con la poesia e la lingua dei trovatori\, si vedrà come quest’ultima costituisca una delle componenti fondamentali del ‘volgare illustre’ dantesco: dall’idea stessa di una lirica in volgare ai prestiti lessicali\, dai meccanismi di formazione delle parole al vero e proprio ri-uso mediante processi di risemantizzazione di lemmi chiave della lirica trobadorica. \nLa lingua d’oc (e Arnaut Daniel) in “Purgatorio” XXVI\nWalter Meliga\, Università degli Studi di Torino\nEsempio più celebre e importante di ri-uso della lingua d’oc da parte di Dante\, i vv. 140-147 del canto XXVI del Purgatorio offrono molti spunti di osservazioni linguistiche\, nonché letterarie e critiche sulle sue posizioni all’altezza della composizione del canto. Emerge anche l’ipotesi di una conoscenza non soltanto letteraria dell’occitano da parte di Dante\, con prospettive che riguardano i suoi spostamenti in terra di Francia. \nAlla caccia della lingua illustre: Dante e la selva dei volgari d’Italia nel “De vulgari eloquentia”\nMatteo Rivoira\, Università degli Studi di Torino\nDante non solo è il padre della lingua italiana nella misura in cui nella Commedia è stato in grado di elaborare il volgare fiorentino al punto da renderlo l’unico possibile volgare a potersi consolidare come lingua letteraria d’Italia\, ma lo è anche perché dedica al processo di elaborazione linguistica una lucida riflessione che affida al De vulgari eloquentia (e al primo libro del Convivio). Con questo intervento si intende ripercorrere le pagine che Dante dedica all’osservazione della variazione diatopica nel suo percorso argomentativo che lo porta a sostenere le ragioni del toscano illustre\, alla ricerca degli elementi descrittivi delle quattordici varietà individuate e degli stereotipi linguistici del tempo. \nmodera\nGianluca Cuniberti\, Università degli Studi di Torino \n\nore 16.15 – DANTE E IL TEATRO prenota \nDante in scena: declamazioni\, improvvisazioni e recitals ottocenteschi\nAndrea Simone\, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara\nSeguendo la via dell’oralità e del consumo orale-aurale della Divina Commedia si traccia una mappa della sua fortuna e della sua ricezione in ambito performativo\, in particolare nel cruciale passaggio tra i secoli XVIII e XIX\, con uno sguardo volto all’indietro\, vale a dire alle performances di poeti-improvvisatori di antico e nuovo regime\, e uno in avanti\, cioè alle esibizioni otto e primo novecentesche dei Grandi attori. La ricostruzione dei fondamentali snodi antropologico-culturali attorno ai quali si sono definiti i contesti performativi e ricettivi che hanno permesso la trasmissione e la fruizione plurisecolare del poema dantesco conduce a sondare\, in controluce\, anche una parte della storia artistica\, culturale e politica del nostro Paese. Ci si accorge così che i due piani separati della Storia e dell’oggetto di studio spesso si incrociano e\, addirittura\, coincidono in momenti carichi di simbolismo e teatralità\, come accade durante le celebrazioni del 1865 per il VI centenario dalla nascita del sommo poeta. \nDante e la scena teatrale torinese negli anni del Risorgimento\nRomana Brovia\, Università di Siena 1240\nNei decenni centrali dell’Ottocento Torino\, capitale del solo regno costituzionale italiano\, diviene il luogo di confluenza per un’intera generazione di intellettuali\, esuli o no\, variamente coinvolti nel processo risorgimentale. Su questo terreno culturalmente propizio fiorisce una vasta produzione teatrale della quale la figura di Dante e i personaggi delle sue opere rappresentano una parte rilevante. Se ne proporrà una breve rassegna\, sullo sfondo del rispettivo contesto storico e politico. \nLe danze nella Commedia dantesca\nAlessandro Campeggiani\, Université Côte d’Azur \nAi nostri occhi\, il vocabolario coreografico utilizzato da Dante Alighieri nella Commedia può risultare opaco e vago. Possiamo tentare tre approcci del testo: una prima lettura teologica\, una seconda analisi che porta sulle caratteristiche formali delle danze e un ultimo studio sull’esperienza del gesto danzato per mezzo di una lettura cinestetica. \nmoderano\nAndrea Fabiano\, Sorbonne Université\nEmanuele De Luca\, Université Côte d’Azur \n/// \nSABATO 23 OTTOBRE\nTeatro Toselli /via teatro Giovanni Toselli 9 \nore 17.00 – DANTE E IL CINEMA prenota \nLa Commedia dell’umano. Dante al cinema\nSergio Toffetti\, storico del cinema\nIl cinema fa con Dante quello che Totò e Ninetto – diretti da Pasolini – fanno con il Virgilio che li guida nell’inferno del neocapitalismo: il corvo intellettuale di Uccellacci e uccellini. Per un po’ lo stanno ad ascoltare\, poi se lo mangiano. Forse per assimilarlo meglio. A partire dall’Inferno della Milano Film – che nel 1911\, appoggiandosi a Gustave Doré\, traduce Dante per il cinematografo\, la Divina Commedia è vista come un “archivio” di trame\, personaggi\, passioni e tradimenti\, talvolta rilanciati da riscritture\, come la Francesca da Rimini di D’Annunzio.  La rilettura che Riccardo Freda o Raffaello Matarazzo fanno di Paolo e Francesca o del Conte Ugolino\, risulta esemplare per cogliere la secolare sedimentazione delle “storie dantesche” nell’immaginario narrativo. Lo stesso Dante Alighieri si fa personaggio della tradizione popolare in La mirabile visione del 1921\, o nella Vita di Dante diretta da Vittorio Cottafavi per la RAI nel 1965. L’Inferno\,  che come osserva Oscar Wilde offre le compagnie più interessanti\, è la cantica privilegiata anche dagli sguardi autoriali di Greenaway\,  Ruiz \, Stan Brakhage e dall’animazione. Col Paradiso\, ha il coraggio di misurarsi quasi solo Carmelo Bene\, nella Lectura Dantis del 1981\, dalla Torre degli Asinelli \, per commemorare la strage di Bologna. \nDante alle masse. Inferni nel cinema popolare\nStella Dagna\, Università degli studi di Torino\nIl “Dante popolare” dell’ultimo secolo\, è soprattutto quello degli schermi. Il cinema\, arte – o almeno spettacolo – di massa\, quasi da subito osa cimentarsi sfacciatamente con l’opera del Poeta per eccellenza\, senza remore di tradire\, adattare\, alludere. Ogni film dantesco (e si tratta soprattutto di inferni) ci parla sempre\, spesso senza volerlo\, di modi diversi di intendere la relazione tra cultura “alta” e cultura popolare. Un caledoscopio di filosofie e di pubbliche morali: dalle ambizioni di riscatto artistico de l’Inferno del 1911 al Dante moralizzatore che riporterà Spencer Tracy sulla retta via in La nave di Satana (1935)\, per arrivare all’umanesimo enigmista dell’omonimo film di Ron Howard (2016). \nEdison Studio e il suono dell’Inferno\nAlessandro Cipriani\, Edison Studio\nNarrazione del making of del processo di sonorizzazione del primo kolossal muto italiano\, Inferno (1911)\, nelle parole del compositore Alessandro Cipriani. Un lavoro che prova a restituire una possibilità per lo spettatore di immergersi nel film a livello temporale\, formale e spaziale per rivivere alcune delle emozioni che il testo dantesco evoca. \n/// spettacoli /// \nVENERDÌ 22 OTTOBRE\nTeatro Toselli / via teatro Giovanni Toselli 9 \nore 21.00 – Dante: il coraggio di assumere il proprio destino \nLectura Dantis – canto XXVI dell’Inferno – con musiche dal vivo di tradizione greco-ottomana\ndi e con MONI OVADIA\ne Stefano Albarello (canto e qanûn)\, Maurizio Dehò (violarda)\nCorvino Produzioni \nMoni Ovadia\, grande intellettuale contemporaneo che ha sempre avuto come filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria la tradizione composita e sfaccettata\, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico e della figura dell’esiliato in genere si confronta con il canto XXVI dell’inferno Dantesco in cui emerge la figura di Ulisse. Un Ulisse che nella “Divina Commedia” chiama i compagni “fratelli” e li incita ad interrogarsi sul senso della vita e a non privarsi nell’ultima parte dell’esistenza della possibilità di continuare a conoscere. Una lezione di consapevolezza e un richiamo a quei valori che distinguono gli esseri umani dalle bestie. \nBiglietto: € 10\,00 acquista \nBiglietteria: online su ticket.it oppure presso la biglietteria fisica del Teatro Toselli\, dalle ore 20.00 di venerdì 22 ottobre. \n//// \nSABATO 23 OTTOBRE\nSala San Giovanni /via Roma 4 \nore 16.00 – DanteBiberon\nEvento per famiglie con bambini 0-6 anni\na cura di Incantabimbi \nChiara Albanese\, voce\nAnna Barbero\, pianoforte\nChiara Caligaris\, voce e percussioni\nChiara Musso\, voce e chitarra\nVittoria Novarino\, voce e flauto \nUn viaggio fantastico\, per piccoli e grandi esploratori\, in cui la musica incontra la Divina Commedia. A zonzo tra l’Inferno\, il Purgatorio e il Paradiso\, in compagnia delle stelle\, scopriremo la meraviglia dell’ascolto e la condivisione della voce in canto\, suoni e silenzi\, danze vorticose e cullanti melodie. \nDurata 40 minuti circa\nIngresso gratuito. Prenotazione obbligatoria su ticket.it \nprenota \n//// \nTeatro Toselli / via teatro Giovanni Toselli 9  \nore 18.30 – INFERNO 2021\nun film di Francesco Bertolini\, Adolfo Padovan\, Giuseppe De Liguoro (1911)\nmusica e sound design Edison Studio\nlive electronics Luigi Ceccarelli\, Fabio Cifariello Ciardi\, Alessandro Cipriani \n \nIn occasione del settecentenario della morte di Dante\, Edison Studio ha realizzato una nuova versione della colonna sonora del film più visionario del cinema muto italiano: Inferno (1911) da “La Divina Commedia” di Dante Alighieri. Inferno 2021 riprende l’antica tradizione del film muto con accompagnamento dal vivo in un’originale composizione di suoni vocali\, meccanici\, mutuati dalla natura e dalla storia della musica\, orchestrati e trasformati dal vivo con gli strumenti delle nuove tecnologie. La colonna sonora proietta lo spettatore in una dimensione onirica e a tratti ironica\, grazie a un continuo ‘cortocircuito’ fra voci reinventate\, paesaggi acustici surreali\, suoni d’ambiente che avvolgono lo spazio ben oltre le possibilità del cinema tradizionale. Uno spettacolo dove letteratura\, cinema e musica danno vita a un comune e attuale percorso artistico. \nIngresso gratuito. Prenotazione su ticket.it oppure presso la biglietteria fisica del Teatro Toselli\, dalle ore 17.00 di sabato 23 ottobre. \n prenota \n  \nIn ottemperanza alla normativa anti-Covid vigente\, tutti gli eventi in programma sono a iscrizione obbligatoria e con posti a sedere pre-assegnati. I posti in sala saranno assegnati secondo il criterio del miglior posto disponibile al momento della prenotazione. \nPer partecipare agli eventi è necessario esibire la Certificazione Verde Covid-19 (Green Pass) o\, in alternativa\, il certificato attestante l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 effettuato entro le precedenti 48 ore.  \nSi ricorda che il Green Pass non è richiesto ai bambini al di sotto dei 12 anni e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica. \n\nSCARICA IL PROGRAMMA \nCOMUNICATO STAMPA \nDANTE: LA LINGUA E LE ARTI \nUn progetto di: Fondazione Artea – Regione Piemonte\, Università degli Studi di Torino\, Université Côte d’Azur\, CTEL – Centre Transdisciplinaire d’Épistémologie de la Littérature et des Arts Vivant\, Sorbonne Université\, ELCI – Èquipe Littérature et Culture Italiennes \nIn collaborazione con: Consolato Generale d’Italia a Nizza\, Istituto Italiano di cultura di Parigi\, Comune di Cuneo\, CEPAM – Cultures et Environnements Préhistoire\, Antiquité\, Moyen Âge\, Fondazione Opere Diocesane Cuneesi\, La Guida \nCon il contributo di: Fondazione CRC\, Fondazione CRT \nCon il patrocinio di: Dante SettecenTO\, Società Dante Alighieri – Comitato di Torino \nNell’ambito di: Amor mi mosse | Dante in cammino tra Cuneo e le Alpi  \n
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